Storie in musica

Mi chiamo Martina Magionami, dicono che il mio cognome mezzo giapponese non sia così immediato da ricordare e lo scrivono sempre strano (davvero lo è più di McConaughey?). Martina è invece un nome abbastanza comune, comunque “La Marti” -per farla breve- è quella lì che probabilmente hai sentito suonare in un pub di Firenze dove organizzano serate di microfono aperto, spesso da sola ma volentieri anche con amici e con musicisti conosciuti sul momento. 

Quello che non dico lo scrivo. E poi lo canto. Racconto di me, di te e pure di chi non c’è.

In equilibrio precario tra ironia e malinconia.

Quando la monotonia mi annienta, ogni tanto compro un nuovo strumento da strimpellare: magari così frustrante da finire in un angolo, oppure così speciale da finire in una registrazione. Nella mia collezione sopravvivono armoniche, un kazoo, una diamonica, una tastierina, un ukulele, un tin whistle, una viola, e infine un mandolino. La chitarra (che sia acustica o elettrica) resta comunque il mio strumento principale, il mio terzo braccio, la mia seconda voce, il mio primo vero grande amore, ciò che porterei su un’isola deserta senza indugi. 

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